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<oembed><version>1.0</version><provider_name>Mediterranean Cooking Congress</provider_name><provider_url>https://www.medcookingcongress.com/en</provider_url><title>Laboratori - Mediterranean Cooking Congress</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="7oXyfL6zUv"&gt;&lt;a href="https://www.medcookingcongress.com/en/laboratori/"&gt;Educational&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.medcookingcongress.com/en/laboratori/embed/#?secret=7oXyfL6zUv" width="600" height="338" title="&#x201C;Laboratori&#x201D; &#x2014; Mediterranean Cooking Congress" data-secret="7oXyfL6zUv" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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&lt;/script&gt;</html><description>Educational/Laboratori Informare, Promuovere e Tutelare sono le tre linee guida del Mediterranean Cooking Congress. Durante gli appuntamenti annuali, un team di professionisti nei settori di nautica, turismo e gastronomia sono impegnati a creare momenti didattici, accompagnati dalla ricerca sul campo, rivolgendosi a diplomandi degli istituti scolastici territoriali e giovani professionisti per aiutarli ad acquisire maggiori competenze e contatti per crescere professionalmente nei settori sopra indicati. La formazione &#xE8; un tassello importantissimo per il team del Med Cooking Congress ed in particolar modo il settore dei laboratori, che permette a tanti studiosi e professionisti di interagire con giovani in cerca di un&#x2019;occupazione e di un sogno da inseguire o giovani studenti, prossimi al diploma, per apprendere conoscenze e competenze nel settore del gusto e della nautica. I laboratori, abbinati a visite guidate, permettono di approfondire la conoscenza di materie prime del Mediterraneo (grano, pomodori, ecc) ma anche di acquisire competenze ad esempio per realizzare corde (cime per navi) o tecniche di pesca. LABORATORI FORMATIVI SLOW FOOD SONO PREVISTI NEI GIORNI 21/22/23 APRILE ALLE ORE 15.30PRESSO LO STABIA MAIN PORT. I LABORATORI SARANNO SUI SEGUENTI ARGOMENTI: Download pdf BISCOTTI DI CASTELLAMMARE DI STABIA, STORIA E TRADIZIONI I biscotti stabiesi rappresentano una produzione artigianale tradizionale e identitaria di Castellammare di Stabia, fortemente legata alla risorsa Acqua delle storiche 28 sorgenti della citta&#x300;. Alcune tipologie di biscotti venivano anticamente utilizzati da pescatori, marinai ed erano noti come &#x201C;galletta&#x201D; o &#x201C;biscotto di mare&#x201D;, caratterizzato da una lunga conservazione, poiche&#x301; privo di lievito e sale, cotto per un tempo doppio rispetto al pane comune. A Napoli, il proverbio &#x201C;essere come una galletta di Castellammare&#x201D; si riferisce a una persona testarda, paragonabile alla durezza e alla scarsa cedevolezza del biscotto. Nel corso dei secoli, la ricetta e&#x300; stata tramandata di generazione in generazione, arricchendosi di nuovi ingredienti, forme e tecniche di preparazione. Il biscotto con la sua forma particolare, a forma di sigaro, e&#x300; stato molto apprezzato tal quale oppure inzuppato e mangiato, mentre si conversava davanti ad un buon bicchiere di Acqua della Madonna seduti presso i famosi chioschi vicini al porto. Nel tempo e&#x300; nata anche una versione leggermente piu&#x300; dolce, veniva venduto da venditori ambulanti presso i caselli o lungo la statale sorrentina, in buste trasparenti oppure in sacchetti di colore blu e giallo, ispirandosi ai colori identificativi della citta&#x300;. Tale tradizione oggi ha la necessita&#x300; di un maggiore slancio per promuovere l&#x2019;antica produzione artigianale, salvaguardare le storiche ricette e allo stesso tempo incentivare la creazione di nuove linee di produzione, forme e sapori, per conquistare i consumatori del nostro tempo. ISCRIVITI ORA Download pdf CARCIOFO VIOLETTO DI SCHITO, PRESIDIO SLOW FOOD Il carciofo di Castellammare e&#x300; un sottotipo della varieta&#x300; Romanesco, da cui si differenzia per l&#x2019;epoca di produzione anticipata e il colore delle bratte, verdi con sfumature viola. La precocita&#x300; e&#x300; data dalla particolare mitezza del clima e dall&#x2019;abitudine di rigenerare le piante ogni anno. All&#x2019;epoca della ripresa vegetativa vengono scelti i migliori carducci, i germogli erbacei laterali che spuntano tutt&#x2019;intorno alle piante madri, prelevati insieme a piccole porzioni di rizoma e trapiantati a dimora. La sua origine affonda le radici nell&#x2019;epoca romana: una frazione di Castellammare di Stabia, Schito, era considerata al tempo particolarmente vocata all&#x2019;orticoltura. Prova ne e&#x300; che la zona, non lontana da Pompei, era identificata con il toponimo &#x201C;orti di Schito&#x201D;. Un&#x2019;altra particolarita&#x300; e&#x300; data dall&#x2019;antica tecnica colturale, tradizionalmente associata a tale varieta&#x300;. Era uso, infatti, coprire la prima infiorescenza apicale (mamma o mammolella) con coppette di terracotta (pignatte o pignattelle) realizzate a mano da artigiani locali. La protezione dai raggi del sole, assicurata dalla pignatta nella fase di accrescimento del carciofo, lo rende particolarmente tenero e chiaro. ISCRIVITI ORA Download pdf NOCE DI SORRENTO, PRESIDIO SLOW FOOD Nella Penisola Sorrentina si coltiva una popolazione di noci molto pregiata. I frutti hanno pezzatura media, forma ovale regolare con base arrotondata e apice leggermente appuntito, guscio sottile color cannella chiaro. Il gheriglio e&#x300; chiaro, voluminoso, tenero, croccante e ha un sapore gradevole e delicato. Storicamente, in questa zona, il noce cresceva in simbiosi con l&#x2019;olivo e la vite sui terrazzamenti delle zone collinari, mentre in pianura era associato agli agrumi. Il suo legame con il territorio e&#x300; antico: le noci di Sorrento erano coltivate e apprezzate gia&#x300; dai Romani. Lo dimostrano i resti di noci fossili e di alberi carbonizzati ritrovati a Ercolano e i dipinti che riproducono le noci ritrovati nella Villa dei Misteri a Pompei. Oggi, questo legame e&#x300; testimoniato anche dal nome di alcune localita&#x300; e strade: il comune di Piano di Sorrento, ad esempio, e&#x300; conosciuto anche con il nome di &#x201C;Caruotto&#x201D;, dal greco charouon, che significa noce. La raccolta, fatta a mano con l&#x2019;ausilio di lunghe pertiche sottili di castagno, viene chiamata &#x201C;bacchiatura&#x201D; e si esegue da settembre a fine ottobre, a seconda della zona e prevede la battitura dei rami per far cadere le noci dagli alberi. Le noci sono commercializzate fresche, appena raccolte, oppure si fanno essiccare su graticci all&#x2019;aperto. Le ricette tipiche della Penisola Sorrentina che la vedono come ingrediente sono molte: condimenti, salse, senza dimenticare la pasticceria (biscotti, torroni, semifreddi) e il famoso liquore chiamato &#x201C;nocino&#x201D;. In seguito agli studi nutrizionali approfonditi che hanno riguardato la frutta secca in generale, si e&#x300; visto che la noce in particolare riveste un ruolo importantissimo per il benessere del nostro metabolismo per il contributo in acidi grassi polinsaturi (Omega-3) e per gli antiossidanti (Vitamina E, polifenoli) di cui e&#x300; ricca. L&#x2019;uso quotidiano di noci riduce il colesterolo &#x201C;cattivo&#x201D;, migliora la salute cardiovascolare e contribuisce alla riduzione dello stress ossidativo. &#xA0; ISCRIVITI ORA</description><thumbnail_url>https://www.medcookingcongress.com/wp-content/uploads/2025/09/IMG-SITO-MED26-16.jpg</thumbnail_url></oembed>
